Servizi & Utilities

ChromeBook

Il 2012 mi ha portato un Chromebook!

2

Innanzitutto, Buon 2012 a tutti voi. Come ogni anno mi sono riproposto di iniziare a scrivere un pò più spesso, anche perchè pur essendo un pò socialmente morto (lo so, è dovuto alla mia scelta di moderare i commenti e al fatto che spesso quando vengono fatte domande più o meno dirette rispondo via mail in privato) il blog è ben indicizzato, specialmente su alcune keyword. Spero sia la volta buona.

Ma torniamo al motivo per cui ho deciso di scrivere: ho comprato un Chromebook (il Samsung Serie 5 Wifi + 3G), che mi è stato consegnato in mattinata. Sapevo bene cosa stavo comprando, ma devo dire che ne sono rimasto (positivamente) impressionato, ed è per questo che ne sto già partorendo una bozza di recensione.

Non andrò molto in dettaglio sulle caratteristiche tecniche poichè sono già elencate perfettamente nelle pagine che ho linkato qui sopra. Per descrivere brevemente il Chromebook a qualcuno che non ne ha mai sentito parlare, possiamo dire che “fisicamente” è un normale portatile di medie dimensioni (12 pollici di schermo), la cui rivoluzione sta nel software: Google Chrome OS. In altre parole, un PC il cui unico programma installato è Google Chrome. Tutto il resto, tutte le applicazioni, sono online: Google Docs al posto di Microsoft Word, webmail varie al posto che il vostro client di posta preferito, e così via.

Si tratta di un modo diverso di lavorare, molto “cloud”, a cui io mi ero già avvicinato da tempo (ho da anni abolito OpenOffice o Office, in favore di Google Docs e così via -l’unica applicazione che forse continuo ad usare è Thunderbird, ma posso permettermelo grazie a IMAP-). Chi mi legge spesso lo sa, sono terrorizzato dalle perdite di dati (ma così terrorizzato che morirei se non avessi copie delle mie ultime ore di lavoro sparse per tutto il mondo), e il sapere che il mio lavoro viene istantaneamente salvato online, mi rassicura. Per questo non è stato più di tanto difficile muovermi.

In questa pagina sono indicate le varie modalità con cui è possibile comprarlo. Il mio costa circa 400€, mentre la versione solo Wifi costa circa 300€.

Viene pubblicizzato principalmente per: sicurezza, velocità, e durata della batteria. Il lato “sicurezza” è puramente teorico, e difficile da spiegare in modo semplice. Sostanzialmente, tutti i dati salvati sono cifrati. Tutto, ogni cosa. Al primo sospetto di manomissione, il sistema torna in automatico ad uno stato sicuro e cancella tutti i dati personali che contiene (seppur cifrati: può permetterselo, in quanto tutto è salvato online).

Gli altri due termini, dovrebbero invece essere più o meno familiari a tutti.

Iniziamo con la velocità. Seriamente, io non credevo fosse vero, ma ho dovuto ammetterlo dopo aver stressato installato riempito e riavviato mille volte questo ‘coso’: si avvia in 7/8 secondi e si “sveglia” (dallo standby) in meno di 2. Non si fa in tempo ad aprire lo schermo che lui è già lì, che chiede la password. Trovo anche incredibile la fluidità con cui si aprano le pagine web, le animazioni e video in flash e così via. Ero stato abituato ben diversamente, dagli altri netbook.

Veniamo invece alla durata della batteria, che è il motivo principale per cui l’ho comprato. La durata ufficiale dichiarata, sotto un normale utilizzo, è di 8 ore, ma molti utenti in rete riportano addirittura record di 12/13 ore. E sto verificando anche questo: l’ho tirato fuori dalla scatola e risultava carico al 90%, oggi alle 12, indicando 8 ore e qualche minuto di energia disponibile. Adesso sono le 18.30, sono passate 6 ore e 30 minuti da quando l’ho acceso, e la batteria è al 61%. Carica disponibile: 5 ore. Potete solo immaginare quanto “anormale” sia l’utilizzo che ne sto facendo essendo così poco che l’ho ricevuto: ho una 20ina di schede aperte, Youtube che va a tutto volume da quando l’ho acceso, e stress test vari.

Questo mi porta addirittura a pensare che quando smetterò di testarlo e inizierò ad usarlo seriamente, con la mia decina di schede aperte, raggiungerò altri e ben più alti numeri.

Svantaggi? Per ora non ne vedo. Certo, bisogna sapere cosa si sta comprando, perchè non è un PC utilizzabile per giocare, scaricare cose o per modificare video, convertire files multimediali e così via, ma passato questo ostacolo, non si riescono a trovare lati negativi.

Un fatto fastidioso per ora è che il tasto di spegnimento è esattamente nella stessa posizione del tasto Canc del mio Dell Studio. Fortunatamente, la semplice pressione veloce del tasto non ha conseguenze.

Due cose interessanti, non pubblicizzate (almeno, io che ho fatto estese ricerche prima di comprarlo, non me ne ero accorto). Primo: non esiste il tasto Bloc Maiusc, sostituito da un più comodo tasto che apre una nuova scheda e punta il cursore nella Omnibox (la barra in cui si digitano l’indirizzo o i termini da ricercare). Solo ora mi sono accorto di quanto raramente usassi quel tasto. Secondo: non esiste nemmeno il tasto Canc (c’è solo il backspace). E su questo devo investigare.

Che dire: vi aggiornerò.

Giorgio

EDIT – Ho appena realizzato: la batteria è interna, quindi spero non si blocchi mai. Se dovesse, rimarrei senza pc per mesi (se dura 12 ore in utilizzo non oso immaginare quante ore di autonomia abbia in stato di freeze).

aruba-incendio

Continua il Delirio della Class-Action contro Aruba

3

Solo un veloce aggiornamento sulla vicenda (di cui ho parlato dettagliatamente qui). L’idea di Class-Action contro Aruba da parte del Codacons ha riscosso molto meno successo di quanto pensassi. Immaginavo centinaia di commenti in pochi giorni sul blog dell’Avv. Rienzi (sul quale è stato formalmente richiesto dal Codacons di rilasciare una pre-adesione), invece dopo 5 giorni questi sono appena una sessantina, di cui almeno la metà sono contro l’azione di gruppo nei confronti del colosso dell’hosting o di persone che come me tentano di spiegare, a tempo perso, la situazione.

Così tanto FLOP che da ieri ho iniziato a taggare i miei tweet riguardo la vicenda con il tag #FLOP oltre che #Aruba e #Codacons.

Segnalo l’articolo di Antonio Angelino, che riprende in parte i miei punti del precedente post ed estende il discorso. Per chi fosse interessato ad approfondire un minimo il discorso tecnico o a leggere pareri di professionisti come me, segnalo questo thread su HostingTalk.it.

Sto anche continuando a leggere (e a rispondere) divertito ai commenti dei vari utenti che si lamentano delle perdite milionarie subite a causa del down di 12 ore si un hosting lowcost da 30 € annuali che non offre garanzie da contratto. Inutile commentarli o rispondere a uno a uno, ma nell’insieme emergono alcuni punti interessanti. Non intendo trattarli nel dettaglio (anche perchè un professionista del settore o presunto tale -questo dovrebbe essere il mio target, considerato che non so scrivere in modo umano- dovrebbe capire senza troppe spiegazioni), ma solo elencarli:

  • Nessuno dei clienti che intendono proseguire nell’azione contro Aruba ha letto il contratto prima di sottoscriverlo. Appare ovvio, perchè al suo interno è esplicitamente contemplata la possibilità di danni per incendio e l’impossibilità di offrire rimborsi ai clienti. Più in generale non ci si rende conto che al momento della firma di un contratto per un servizio lowcost, la sostanza dell’accordo tra Provider e Cliente è “Ok Cliente, io ti do un servizio che costa la metà, ma sappi che per abbassare il prezzo devo togliere garanzie, va bene?”.
  • C’è una scarsissima conoscenza del mercato. Anche una nocciolina (fatta eccezione per qualche mia amica l’arachide è la cosa più stupida che conosca), vedendo che esistono pacchetti di hosting da 10 €, da 40 €, da 250 € e da 1500, tenterebbe di informarsi e di capirne le differenze, arrivando così in ben poco tempo a parlare di uptime, garanzie, penali etc.
  • C’è anche una conoscenza tecnica pari a zero. E’ comprensibile ovviamente, ma quello che non è comprensibile è la pari presunzione di esprimere pareri a riguardo. Ci sono persone che parlano di “server di emergenza” senza sapere minimamente cosa significhino la parola failover o la parola sincronizzazione, altri che parlando di “misure di emergenza” che Aruba AVREBBE DOVUTO mettere in atto senza riuscire minimamente a spiegare di cosa si stia parlando.
  • Si nota anche un certo livello di illogicità: c’è chi fatica a capire che anche se ha acquistato 20 pacchetti da 40 €, questi rimangono 20 pacchetti lowcost, o chi tira fuori la solita storia del mancato pagamento del rinnovo causa imprevisto dell’ultimo momento (si, esatto, quello li, quello che ti impedisce di pagare al sessantesimo giorno il dominio, senza che si capisca bene cosa hai fatto per i 59 giorni precedenti).
  • AGGIUNTA: Me l’ero dimenticata ma è di importanza fondamentale. Certi utenti hanno un’idea di “pagamento rateale” abbastanza alterata. Il ragionamento, in sostanza è: “sono dieci anni che pago 30 euro, quindi dovrebbero aggiungere ridondanza”. Bene, svelerò un segreto: no, non funziona così. Pagare 30 euro annuali per 10 anni non obbliga l’azienda ad offrire un servizio da 300 euro annuali.

E molto, molto altro. #FLOP

Giorgio

PS: Non so quale sia la fonte dell’immagine di Aruba in fiamme. Io l’ho presa QUI.

aws-tokyo-heartquake-11032011

Amazon AWS – Nessun Downtime dovuto al Terremoto

0

Ieri, 11 Marzo 2011 uno dei più forti terremoti degli ultimi 150 anni ha colpito il Giappone. A poco più di 24 ore dal sisma si contano già 1500 morti. Si contano le vittime e si teme per Fukushima I, centrale nucleare colpita dal sisma che pare abbia causato la distruzione del sarcofago di uno dei reattori (6 già attivi e 2 in costruzione).

Le autorità rassicurano, considerata la differente tipologia del reattore e le differenti misure di sicurezza, è impossibile il ripetersi di un incidente simile a quello di Chernobyl del 1986.

Comunque, lascio il lavoro da reporter alla BBC che ne sa sicuramente più di me e torno al mio. Guardate l’immagine qui sotto:

Si tratta di uno screenshot della pagina in cui è riassunto lo stato di tutti i servizi Amazon AWS di tutte le regioni. Come potete notare, durante e dopo il sisma la struttura Amazon di Tokyo non ha subito nessun downtime nè nessun rallentamento. Quando dico che mi fido ciecamente del Cloud computing.

Sono curioso, voglio vedere se Amazon rilascerà un comunicato ufficiale sull’accaduto.

L’ultimo pensiero va, ovviamente, alle vittime del sisma e alle decine di migliaia di persone che hanno perso tutto.

FlareVM Logo

FlareVM Lancia le VM Windows

0

Settimana scorsa FlareVM.it, di cui già avevo parlato ha lanciato una nuova offerta: VPS Windows. Come per le offerte Linux, il prezzo appare molto competitivo: poco meno di 25  € mensili per una macchina virtuale con 512 MB di RAM, 20 GB di hard disk e una 10 Mbps Flat (in alternativa 400 GB di traffico su linea 100 Mbps).

Il sistema di virtualizzazione usato è XEN HVM (ovverto virtualizzazione totale). Al momento -che io sappia- in italia l’offerta non ha eguali: gli altri servizi di VPS Windows sono tutti basati su Virtuozzo, sistema a virtualizzazione parziale che io tendenzialmente scarto in questi casi (preferisco usarlo quando l’host fisico è mio e la suddivisione in macchine virtuali è solo una questione di comodità).

Virtuozzo crea diversi problemi specialmente con firewall, antivirus e simili, anche se (soprattutto per motivi legati alle licenze di Windows) permette di offrire servizi apparente simili a questo a prezzi inferiori. E’ importante fare questa distinzione al fine di sapere che cosa si compra ed evitare errori. FlareVM offre un’ambiente totalmente isolato, con ram garantita. Fatta eccezione per alcune limitazioni dovute in generale alla virtualizzazione, la macchina è considerabile come un server fisico. I servizi basati su Virtuozzo, come Aruba VPS, costano meno, ma spesso non hanno risorse garantite e generalmente le prestazioni sono di gran lunga inferiori.

Il pannello di controllo fornito per la gestione della macchina è sviluppato internamente, ma appare molto curato e ricco di le funzionalità utili: riavvio e reinstallazione della macchina, console VNC remota (KVM remoto praticamente), e statistiche (grafiche) di utilizzo.

Interessante è il servizio di backup remoto compreso nel prezzo: sono disponibili 10 GB di spazio FTP su server remoto (in un datacenter diverso da quello in cui è ospitata la macchina virtuale) in cui effettuare dei backup di sistema. Il traffico verso il server di backup non viene conteggiato ed è totalmente gratuito.

Il sistema operativo, Windows Server 2008 viene fornito con i driver di virtualizzazione preinstallati. Questo pare aumentarne le prestazioni.

Per non rischiare test falsati (come spesso accade) ho chiesto che la mia VPS fosse attivata su un nodo fisico che la società già considerasse “pieno” (ovvero a carico massimo raggiunto, dove l’aggiunta di nuove macchine virtuali porta ad un degrado prestazionale). Sono rimasto letteralmente impressionato: le prestazioni sono eccezionali. Sia come CPU/IO che come banda.

Ho buone parole anche sulla latenza ovviamente. Come sapete io sono un grande fan di KPN, datacenter di Milano in cui sono situati gli host di FlareVM. Ha ottima connettività internazionale e nazionale. Da una normale ADSL italiana la VPS dista circa 20 millisecondi. Dalla VPS ad Aruba sono 6 millisecondi, e ci vogliono circa 100 millisecondi per arrivare oltreoceano.

Il supporto, secondo diversi feedback ma come io stesso ho potuto verificare, è molto veloce, cordiale e risolutivo.

Non vi prometto una recensione dettagliata con test e grafici di IO/Banda/CPU perchè in questo periodo ho molto poco tempo, ma non posso che consigliarvi di provare il servizio.

Se state cercando una VPS Windows in italia, sicuramente FlareVM è una delle migliori scelte.

topblog

Recensione – TOPHOST TopBlog

7

E’ da un pò che non mi sentite, e ho deciso di riapparire con una recensione. Giorni fa ho trovato su twitter (io sono @g_bonfiglio) un codice coupon TopHost per attivare un pacchetto ad 1 € per il primo anno. Ero curioso, ed essendo in vacanza ho deciso di provare un TopBlog. Il servizio si presenta come una piattaforma di blogging completa basata su WordPress, corredata di un dominio e di 1 GB di spazio per gli allegati ed una casella email di 200 MB di spazio con infiniti alias attivabili, al prezzo normale di 9.59 € + IVA annuali.

Ho ordinato il pacchetto con un dominio .net, nelle prime ore del pomeriggio ed è stato attivato la mattina dopo. L’attivazione non è istantanea (non azzarderei, forse non è automatica) ma è veloce. Ho impressione che giri un qualche tipo di cron per completare le attivazioni, quindi con forte probabilità sarebbe stato attivato alle 7 di mattina anche se lo aveste ordinato due ore prima.

TopBlog è corredato da due pannelli di controllo: uno, quello classico di TopHost (ridotto) tramite il quale posso gestire l’account e gli alias email ed accedere alla webmail Horde e alle statistiche del server, ed il pannello di WordPress MU tramite cui si lavora sul blog vero e proprio.

Come ho più e piùvolte ripetuto, trovo il servizio email di TopHost ottimo: i filtri antispam funzionano egregiamente, è disponibile accesso sia POP3 sia IMAP4, ed è offerto anche il servizio SMTP (autenticato ovviamente). I tempi di accesso e le prestazioni del servizio in generale sono ottimi.

Per quanto riguarda il blog, non sono altrettanto soddisfatto. La prima cosa che mi ha colpito è stato lo sfondo blu dell’area di amministrazione e il suo vecchio design: chi conosce WP saprà certamente che la grafica è stata rinnovata da più di 2 anni. Ne deduco quindi che la versione di WordPress usata sia qualcosa come la 2.3/2.5, entrambe datate a metà 2008. Da una azienda che parla spesso di CMS abbandonati (nel post promettono la sospensione dei siti con cms non aggiornati… spero solo non si auto-sospendano) e chiede ai clienti frequenti aggiornamenti degli script usati, mi sarei aspettato se non una latest almeno una versione recente.

Non parliamo infatti di un CMS vecchio di qualche settimana o mese, ma di qualche anno: i rischi per la sicurezza derivanti da CMS non aggiornati come loro stessi ricordano sono alti, e non solo, gli utenti potrebbero apprezzare le nuove features e la notevole semplicità delle nuove versioni di WordPress. Ho subito aperto un ticket chiedendo la data dell’aggiornamento, credendo fosse una procedura ovvia e pianificata: mi è stato risposto che al momento non ci sono piani per l’aggiornamento della piattaforma.

Ho poi fatto un giro tra i plugin disponibili, che sono datati ed in numero veramente limitato. La stessa cosa dicasi per i temi: non sono molti (una ventina), e sono decisamente scarni, semplici e molto simili. La scelta dunque non è molta.

Mi sono poi imbattuto in un bug: un plugin chiede l’aggiornamento e mi offre il link per effettuarlo, ma non ho i permessi per completare l’operazione.

Per quanto mi riguarda il servizio allo stato in cui è ora, è inutilizzabile: non trovo un tema fresco e decente, mi mancano alcuni plugin utili e non affiderei mai il mio blog ad una piattaforma così vecchia e a rischio (googlando si trovano diversi report di vulnerabilità XSS di WordPress MU, sempre prontamente corretti… per chi ha aggiornato).

Sono rimasto seriamente deluso dal servizio, e come risultato, dopo neanche 10 giorni di TopBlog (di cui 8 passati lontano dal pc) ho chiesto il passaggio a TopWeb che ho potuto completare rinnovando il pacchetto in anticipo, con l’idea di installare il CMS per conto mio. Per chi continuasse a preferire una piattaforma hosted per la sua semplicità, consiglio wordpress.com o blogger.com, a cui manca solo il dominio di secondo livello, che è acquistabile a circa 15 $.

A questo  punto sarei curioso di recensire le alternative (tra cui anche Aruba Blog e i servizi classici come Tiscali Blog o Libero Blog), potrebbe interessare come serie di articoli? Fatemelo sapere, grazie.

Buone Vacanze

Giorgio

1189865282_Email Hosting

Hello MX!

3

A volte capita, dopo aver lanciato un HELO ad un MX, di ricevere risposte veramente simpatiche, carine, o stupide e inutili, comunque molto lontane dal default. Lo stesso, a volte, succede dopo il QUIT.

E’ curioso notare come gli amministratori di queste strutture si divertano a studiare queste risposte, quasi come fosse un must alla pari dell’antispam nel processo di configurazione di un mailserver.

Mi sembra quindi il caso di farne una sorta di rassegna di seguito:

Postini, il noto servizio di Google, appare molto freddo e professionale, mettendo subito in chiaro chi comanda:

 

mx-test:~# telnet google.com.s9a1.psmtp.com 25
Trying 74.125.148.10…
Connected to google.com.s9a1.psmtp.com.
Escape character is ‘^]’.
220 Postini ESMTP 213 y6_26_2c0 ready.  CA Business and Professions Code Section 17538.45 forbids use of this system for unsolicited electronic mail advertisements.
HELO mx-test.grg-web.eu
250 Postini says hello back
QUIT
221 Catch you later
Connection closed by foreign host.
mx-test:~#
Quando mi presento (HELO mx-test.grg-web.eu) però si calma e mi saluta tranquillamente. Anche alla chiusura, vengo salutato amichevolmente.
L’MX di Youtube appare meno cattivo ma ancora più freddo:
mx-test:~# telnet sjl-mbox1.sjl.youtube.com 25
Trying 208.65.153.154…
Connected to sjl-mbox1.sjl.youtube.com.
Escape character is ‘^]’.
220 sjl-mbox1.sjl.youtube.com ESMTP Postfix
HELO mx-test.grg-web.eu
250 sjl-mbox1.sjl.youtube.com
QUIT
221 Bye
Connection closed by foreign host.
mx-test:~#
GMail si dimostra subito sottomesso, dichiarando di essere “al mio servizio” e blaterando un qualche codice nella sua lingua:
mx-test:~# telnet gmail-smtp-in.l.google.com 25
Trying 209.85.129.27…
Connected to gmail-smtp-in.l.google.com.
Escape character is ‘^]’.
220 mx.google.com ESMTP 13si5734471fks.30
HELO mx-test.grg-web.eu
250 mx.google.com at your service
QUIT
221 2.0.0 closing connection 13si5734471fks.30
Connection closed by foreign host.
mx-test:~#
cPanel invece, dopo avermi spiegato chiaramente che non posso usarlo per inviare SPAM, mi sbugiarda facendo notare che non sono chi dico di essere (mx-test.grg-web.eu) ma ec2-79-125-117-117.eu-west-1.compute.amazonaws.com. Da notare, come GMail si dimentica di salutarmi quando me ne vado:
mx-test:~# telnet mx1.cpanel.net 25
Trying 208.74.121.68…
Connected to mx1.cpanel.net.
Escape character is ‘^]’.
220-mx1.cpanel.net ESMTP Exim 4.69 #1 Sun, 25 Apr 2010 04:04:28 -0500
220-We do not authorize the use of this system to transport unsolicited,
220 and/or bulk e-mail.
HELO mx-test.grg-web.eu
250 mx1.cpanel.net Hello ec2-79-125-117-117.eu-west-1.compute.amazonaws.com [79.125.117.117]
QUIT
221 mx1.cpanel.net closing connection
Connection closed by foreign host.
mx-test:~#
Microsoft Live Mail si comporta in modo molto simile:
mx-test:~# telnet mx1.hotmail.com 25
Trying 65.54.188.72…
Connected to mx1.hotmail.com.
Escape character is ‘^]’.
220 bay0-mc1-f17.Bay0.hotmail.com Sending unsolicited commercial or bulk e-mail to Microsoft’s computer network is prohibited. Other restrictions are found at http://privacy.msn.com/Anti-spam/. Violations will result in use of equipment located in California and other states. Sun, 25 Apr 2010 02:08:58 -0700
HELO mx-test.grg-web.eu
250 bay0-mc1-f17.Bay0.hotmail.com (3.10.0.73) Hello [79.125.117.117]
QUIT
221 bay0-mc1-f17.Bay0.hotmail.com Service closing transmission channel
Connection closed by foreign host.
mx-test:~#
Mi fa notare che non posso inviare SPAM, e mi dice in tono minaccioso quali saranno le conseguenze in caso di una eventuale violazione. Appena mi presento mi saluta, ma si dimentica di farlo quando me ne vado.
Molto nella norma, appare invece Yahoo, che va diretto al punto saltando i convenevoli:
mx-test:~# telnet a.mx.mail.yahoo.com 25
Trying 67.195.168.31…
Connected to a.mx.mail.yahoo.com.
Escape character is ‘^]’.
220 mta181.mail.ac4.yahoo.com ESMTP YSmtp service ready
HELO mx-test.grg-web.eu
250 mta181.mail.ac4.yahoo.com
QUIT
221 mta181.mail.ac4.yahoo.com
Connection closed by foreign host.
mx-test:~#
Simpatico invece GMX, che continua a ripetere il suo nome come se quasi non sentisse il resto. Non mi saluta:
mx-test:~# telnet mx0.gmx.net 25
Trying 213.165.64.100…
Connected to mx0.gmx.net.
Escape character is ‘^]’.
220 mx0.gmx.net GMX Mailservices ESMTP {mx061}
HELO mx-test.grg-web.eu
250 mx0.gmx.net GMX Mailservices {mx061}
QUIT
221 2.0.0 GMX Mailservices {mx061}
Connection closed by foreign host.
mx-test:~#
AOL prima di farmi parlare mette in chiaro le regole del gioco. Non mi saluta all’inizio ma solo all’uscita quasi come se volesse mandarmi via:
mx-test:~# telnet mailin-01.mx.aol.com 25
Trying 205.188.146.193…
Connected to mailin-01.mx.aol.com.
Escape character is ‘^]’.
220-mtain-dg04.r1000.mx.aol.com ESMTP Internet Inbound
220-AOL and its affiliated companies do not
220-authorize the use of its proprietary computers and computer
220-networks to accept, transmit, or distribute unsolicited bulk
220-e-mail sent from the internet.
220-Effective immediately:
220-AOL may no longer accept connections from IP addresses
220 which no do not have reverse-DNS (PTR records) assigned.
HELO mx-test.grg-web.eu
250 mtain-dg04.r1000.mx.aol.com
QUIT
221 2.0.0 Bye
Connection closed by foreign host.
mx-test:~#
Facebook, invece, è educatissimo:
mx-test:~# telnet mx.sf2p.tfbnw.net 25
Trying 69.63.176.71…
Connected to mx.sf2p.tfbnw.net.
Escape character is ‘^]’.
220 pp-in02.sf2p.tfbnw.net ESMTP Sun, 25 Apr 2010 02:22:01 -0700
HELO mx-test.grg-web.eu
250 pp-in02.sf2p.tfbnw.net Hello ec2-79-125-117-117.eu-west-1.compute.amazonaws.com [79.125.117.117], pleased to meet you
QUIT
221 2.0.0 pp-in02.sf2p.tfbnw.net closing connection
Connection closed by foreign host.
mx-test:~#
RackSpace tenta di fregarmi con un antiquato Greet-Pause, ma poi mi saluta:
mx-test:~# telnet mx1.sat.rackspace.com 25
Trying 64.39.1.223…
Connected to mx1.sat.rackspace.com.
Escape character is ‘^]’.
HELO mx-test.grg-web.eu
554 mx1.sat.rackspace.com ESMTP not accepting messages
250 mx1.sat.rackspace.com Hello ec2-79-125-117-117.eu-west-1.compute.amazonaws.com [79.125.117.117], pleased to meet you
QUIT
221 2.0.0 mx1.sat.rackspace.com closing connection
Connection closed by foreign host.
mx-test:~#
Inbox, infine, “fa il figo” sbandierando un server SMTP fatto in casa, un numero di versione che non finisce più e ilk nome del suo creatore (MatriX):
mx-test:~# telnet inc.inbox.com 25
Trying 64.135.83.90…
Connected to inc.inbox.com.
Escape character is ‘^]’.
220 WH96.inbox.com [InBox.Com SMTP Server] ver. 1.0.3504.17794 by MatriX ATC:61
HELO mx-test.grg-web.eu
250 WH96.inbox.com says hello
QUIT
221 [InBox.Com SMTP Server] service closing transmission channel
Connection closed by foreign host.
mx-test:~#
Se avete trovato qualcosa di peggio, segnalatemelo!
Giorgio
Go to Top