Charlie: Tutti avremo i superpoteri
Alla fine, come ho già scritto, anche io ho tirato fuori la bandierina #VoluniaFAIL, decidendo che, a meno di notevoli e rivoluzionari sviluppi, non è più il caso di seguire questo “nuovo” motore di ricerca. Progetto in cui inizialmente, pur avendone evidenziati i (troppi?) difetti, avevo credito più di altri. Forse troppo.
Questo, comunque, ha lasciato il reparto “interessanti progetti sociali” del mio cervello un pò troppo vuoto. Per poche ore, perchè poi, tramite “gente che conosco”, ho scoperto Charlie. Che ha immediatamente attirato la mia attenzione.
Cos’è Charlie? La risposta, per adesso, è immediata: un immenso “boh”. La pagina di presentazione è molto vaga, poco dettagliata, lascia molte cose in sospeso: probabilmente un modo per attirare l’attenzione e far crescere l’interesse nel progetto. La pubblicità sociale/virale che stanno facendo (anche via Youtube), c’è da dire, attira davvero molto. Viene distribuito anche uno zip con diversi loghi, wallpapers e cose simili, da usare “senza moderazione” (cito testualmente) per pubblicizzare Charlie.
Le premesse sono interessanti: si pone come un nuovo approccio all’ambiente GeoSocial, che, fatta eccezione per FourSquare, fino ad ora non ha avuto un così grande successo. Servizi come Google Latitude, pur non essendo morti non si può certo dire abbiano avuto l’onda d’urto desiderata. Fino ad oggi, vorrei sottolineare, l’unico utilizzo della geolocalizzazione è stato come supporto o addon ad altri servizi o ad altri sistemi di interazione sociale: “ti dico cosa faccio e cosa penso, ed in più dove sono”.
Niente di che, niente di nuovo, insomma. Fino ad oggi. Charlie (che, cosa da notare, parla in prima persona) si propone di rivoluzionare tutto questo, di cambiare l’approccio GeoSociale, offrendo all’utente quelli che definisce “superpoteri”: un punto di vista più alto, più ampio, che vada al di là del “dove sono, cosa faccio e chi c’è vicino a me”, e che permetta di entrare in modo diverso e più completo nella nuvola di persone che ci stanno vicine. Geograficamente vicine, si intende.
Roberto Buzzatti, CEO&Founder del progetto, mi da qualche dettaglio aggiuntivo via email. Spiega che il progetto è nato a Settembre 2011, e che l’idea, unita al nuovo e solido modello di business che c’è dietro, ha in poco tempo attirato il consenso di un grosso investitore. Scopro anche che ci lavora un team di 6 professionisti del settore, tutti dell’area del trevigiano, e che è già partita la fase di “beta privata”.
La fase di beta pubblica, mi spiega Roberto, dovrebbe iniziare intorno a Giugno. Sottolinea che a caratterizzare l’applicazione sarà l’infinità di funzioni disponibili, unita, però, ad una estrema usabilità e semplicità. Una delle idee dietro a Charlie è infatti che maggiore è la comprensibilità da parte dell’utente, maggiore è l’interesse nel prodotto.
Si tratta, insomma, di un nuovo social network, disponibile su ogni tipo di dispositivo mobile (vista la sua natura, credo che questo sia un passo obbligato): tablet e cellulari. A patto che non si dimentichino dei PC e di chi usa Android (come ha fatto, fino ad oggi, instagr.am) ma, dalle poche FAQ che ci sono, mi pare di capire che questa mia richiesta sarà esaudita.
Per adesso, “ma solo per adesso”, non ho altre informazioni. Potete iscrivervi per ricevere aggiornamenti via email nelle pagine linkate sopra, oppure seguire il progetto via Facebook e Twitter.
